Queste bambine non
hanno scelto di essere rifugiate.
Tu puoi scegliere di aiutarle.

#mettiamocelointesta

La Campagna #mettiamocelointesta

Dal 27 gennaio al 17 febbraio la campagna può essere sostenuta inviando un SMS o chiamando rete fissa il numero solidale 45588.

Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, iliad, Coop Voce e Tiscali.
Sarà di 5 euro per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa TWT, Convergenze e PosteMobile, di 5 o 10 euro per ciascuna chiamata fatta sempre al 45588 da rete fissa TIM, Wind Tre, Fastweb, Vodafone e Tiscali.

Dove va la tua donazione?

Le donazioni raccolte con la campagna #mettiamocelointesta vengono destinate al programma di UNHCR Educate a Child, che fino ad oggi ha garantito un’istruzione di qualità a 1 milione e 350 mila bambini. Sono state costruite e ristrutturate 263 scuole, è stato garantito sostegno economico diretto a 104,733 bambini rifugiati, sono stati reclutati 12,091 insegnanti e formati oltre 31,402 mila, e sono stati distribuiti circa 3,075 milioni di materiali scolastici. Il nuovo obiettivo è quello di permettere a 415.000 nuovi bambini di andare a scuola per la prima volta e continuare a garantire l’accesso all’istruzione a 490.000 bambini nel prossimo triennio. Particolare attenzione in questa nuova fase verrà data alle bambine rifugiate.

Esiste infatti un divario di genere nell’accesso a scuola. Il rapporto dell’UNHCR Her Turn rivela che spesso sono i ragazzi ad avere priorità a scuola, complici le convenzioni sociali e culturali. Attività come la creazione di spazi sicuri, iniziative di empowerment per le bambine e di supporto mirato per le più vulnerabili sono alcuni degli interventi previsti dall’UNHCR con l’obiettivo di abbattere le barriere all’istruzione delle bambine rifugiate e preservare la loro dignità.

7 modi per aiutare le bambine rifugiate

Quando si tratta di istruzione, le bambine rifugiate sono spesso svantaggiate rispetto ai loro coetanei maschi. Servono più scuole per fare spazio alle bambine rifugiate.

Nessuna ragazza dovrebbe mai rinunciare alla scuola a causa della mancanza degli assorbenti igienici, di acqua pulita e bagni sicuri. Quando le ragazze non hanno a disposizione bagni separati, ad esempio, sono meno propense ad andare a scuola.

Se i genitori lavorano e hanno la possibilità di mantenere le loro famiglie, aumenta la probabilità per i bambini di continuare gli studi. Incontri frequenti tra genitori e insegnanti possono essere utili per far capire ai genitori la loro importanza nel permettere ai figli di continuare gli studi. La fornitura di luce ed energia ad esempio permette a molte bambine di andare a scuola perché in questo modo non devono più andare a raccogliere la legna e possono studiare anche nelle ore serali.

I dopo-scuola possono fornire alle ragazze un arricchimento. Non devono essere viste come alternative alla scuola, ma possono migliorare il loro rendimento scolastico e aumentare la fiducia in loro stesse.

Le bambine e le ragazze rifugiate hanno bisogno di protezione dalle molestie e dalle aggressioni sessuali nel cammino per raggiungere la scuola. Servono azioni concrete per garantire protezione, come gli School Trains, gruppi di studenti che camminano insieme in presenza di un adulto. I tragitti lunghi restano tuttavia un deterrente, per questa ragione è fondamentale predisporre adeguati servizi di trasporto.

Gli insegnanti devono continuamente essere formati per far sì che in classe venga promossa la parità di genere e il mutuo rispetto.

E’ urgente reclutare e formare insegnanti donne, sia nelle comunità ospitanti che tra i rifugiati. Sia i maschi che le femmine hanno bisogno di un modello femminile. Le ragazze in particolare sono più propense a frequentare la scuola se l’insegnante è una donna.

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